🧐 Che cosa si nasconde dietro questo titolo un po’ criptico? Scopriamolo subito!

Voglio parlarvi di due tecniche di comunicazione molto efficace in termini di manipolazione, in modo tale che possiate riconoscerle e prendere le adeguate contromisure.

🥇 Voi sapete che esiste un detto che dice “chi domanda comanda”. Questo significa che la persona che sa porre le giuste domande è in grado di guidare il suo interlocutore nella direzione da lui desiderata.

Naturalmente, non tutte le domande vengono poste per manipolare chi abbiamo di fronte, ma ce n’è una in particolare che serve proprio a questo scopo: quando, di fronte ad una richiesta, si riceve un “no” netto al quale si controbatte con la domanda “perché no?” 🤷‍♂️

È una domanda molto semplice, che serve a riaprire un discorso che sembrava chiuso. Pone chi deve dare delle motivazioni e delle giustificazioni nella condizione di essere più debole. Inoltre, se le motivazioni o le giustificazioni sono fragili, ci sono buone probabilità che quel “no” iniziale si trasformi in un “sì”.

Vi faccio un esempio: se a fronte di una richiesta voi dite semplicemente “no grazie” e l’altro accetta senza controbattere, va tutto bene, ma nel caso in cui ponga la domanda “perché no?” vi mette nella condizione di dare delle spiegazioni.

A questo punto, si riapre il negoziato e quindi le probabilità che l’interlocutore possa ottenere un “sì” crescono in maniera importante.

Naturalmente, magari adesso penserete che a voi questa cosa non può capitare, ma voglio farvi un piccolo test, e rispondete con sincerità: vi è mai capitato, di fronte alla richiesta di un euro da parte di un mendicante, di dire “no guarda, non ho spiccioli” piuttosto che “no guarda, ho dimenticato il portafoglio” oppure “l’ho già dato all’altra persona”?

Ecco, se vi è capitato anche solo qualche volta di dare queste spiegazioni, significa che neanche voi siete immuni dal pericolo di cadere nella trappola del “perché no?”

🥈 La seconda tecnica, invece, parte come una richiesta assurda alla quale è quasi scontato dire di no. 🌛

Vi faccio un esempio: se qualcuno viene da voi e vi chiede in prestito la vostra auto per un mese, è molto probabile che la risposta sarà no, anzi è praticamente certo.

Allora, questa persona ripiegherà su una richiesta più ragionevole, del tipo: “allora me la puoi prestare almeno per un giorno?”
In questo caso, molto probabilmente otterrà un sì, perché noi mentalmente siamo portati a ragionare per termini di paragone,
e se il paragone tra la prima richiesta e la seconda ci sembra un paragone giusto, siamo tendenzialmente portarti ad accettarlo.

Vi faccio un altro esempio. Se desiderate passare una serata con il vostro partner e sapete che è un po’ pigro, partite con la richiesta di fare un week end lungo: è normale che dirà di no. Allora, ripiegate sulla serata. In questo caso, molto probabilmente vi dirà di sì.

Beh, starà poi a voi fare in modo che questa serata sia particolarmente interessante, in modo tale che la prossima volta che chiederete un weekend otterrete un sì! 😜

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