Secondo Seligman, che ha studiato le potenzialità umane individuandone 24 “universali”, l’umorismo è una di queste.

Chiaramente si riferisce ad un umorismo positivo, che fa riflettere in modo costruttivo, non al sarcasmo distruttivo.

L’umorismo è un elemento essenziale della vita e del lavoro: se usato in modo appropriato può avere un’influenza costruttiva su coloro che ci circondano. Può addirittura aumentare il senso di benessere e di appartenenza nel team, può allentare la tensione nei momenti difficili e può riequilibrare una situazione negativa per qualcuno o per l’intera squadra.

L’opposto di umorismo, secondo me non è serietà, è sarcasmo. Il sarcasmo, anziché unire divide il gruppo ed è spesso paragonabile ad una velata critica. Talvolta si usa il sarcasmo al posto di un feedback negativo solo perché non si ha la capacità di esprimere un feedback corretto.

Il sarcasmo ferisce di più delle affermazioni dirette e può essere il frutto di mancanza di tatto da parte vostra: dite apertamente quello che pensate anziché fingere di scherzare dicendo mezze verità.

Dire “Spero che il tuo lavoro sia all’altezza del tuo curriculum” ferisce molto di più che dire “Le tue prestazioni non sono all’altezza delle aspettative. D’ora in poi, mi aspetto da parte tua più impegno nello svolgere la tua mansione”. La prima frase è sarcastica, la seconda è un feedback correttamente strutturato.

Prova a valutare il tuo umorismo rispondendo a queste domande:

  • Pensi che l’umorismo non vada usato sul posto di lavoro?
  • Geli sempre l’umorismo degli altri?
  • Eviti di scherzare per non sembrare sciocco?
  • Cerchi di ferire gli altri facendo battute sarcastiche?
  • Quando fai una battuta nessuno ride?

Anche l’umorismo si può allenare e può capitare di usarlo poco o di usarlo troppo e a sproposito. Considera in conclusione che chi possiede davvero questa competenza sa soprattutto essere auto ironico e prendere con leggerezza anche i propri difetti.

E tu usi l’umorismo nelle tue relazioni di lavoro? E in che modo?

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