Quasi tutti, a parole, vogliono crescere professionalmente in azienda.

Tutti vogliono fare bene ed essere premiati con un compenso maggiore ed un avanzamento di carriera.

Tutti hanno sogni ed obiettivi da raggiungere.

Non tutti però ce la fanno. Come mai?

Credo che per raggiungere questo risultato ci voglia il contributo di tre forze altrettanto importanti nello sviluppare le giuste competenze necessarie ad assumersi maggiori responsabilità.

Prima di tutto la persona deve essere ambiziosa e impegnarsi per fare quanto è richiesto per crescere e progredire.

Poi l’azienda deve avere un piano per aiutare coloro che vogliono crescere. Come a dire che il campo di gioco dev’essere propizio alla crescita meritocratica delle persone.

A queste due forze indispensabili se ne aggiunge secondo me anche una terza: il capo / leader dev’essere parte attiva nella crescita dei collaboratori, oppure lo sviluppo si blocca.

In questo caso, l’azienda rischia di diventare il ricettacolo di persone demotivate e poco competenti, perdendo le risorse migliori che si sentono abbandonate e poco incentivate a crescere: la promessa di sviluppo fatta al dipendente viene disattesa nei fatti, con conseguenze negative anche sull’”employer branding”.

È un dato di fatto che le persone non crescono da sole, senza un capo che conceda tempo ed attenzione ai propri collaboratori.

Poiché nelle aziende di oggi saper sviluppare i collaboratori è una competenza molto richiesta, è fondamentale per il manager che vuole fare carriera lavorare proprio su questo aspetto.

E tu sei un capo che aiuta i propri collaboratori a crescere?

Prova a rispondere a queste domande:

  • Credi nello sviluppo delle persone?
  • Hai vantaggi nello sviluppare le persone?
  • Hai il tempo di svilupparle?
  • Sai come svilupparle?
  • Ritieni che lo sviluppo delle persone sia una tua responsabilità?

Se hai risposto di no ad una qualsiasi delle domande precedenti, attento! È necessario un check up della tua competenza nello sviluppare i collaboratori.

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