Buon giorno a tutti, sono Luigi Predebon e oggi voglio parlarvi di un aspetto importante per un leader.

Al di là delle qualità che tradizionalmente dovrebbe avere un leader, ossia passione, capacità comunicativa, empatia, ecc. oggi voglio parlarvi di un aspetto particolare: la giustizia.

Un leader dev’essere integro, dev’essere di esempio, ma soprattutto dev’essere giusto.

Parliamo un po’ del significato di giustizia, perché non è così scontato.

La filosofia del Medioevo conosce una triplice giustizia: la giustizia commutativa, che regola il rapporto reciproco tra i singoli, la giustizia distributiva, che va dalla comunità al singolo e la giustizia legale, che regola il rapporto del singolo verso la comunità.

Chi ha il potere, deve realizzare la giustizia distributiva, deve dare al singolo ciò che gli spetta, ossia la sua parte del bene comune. Non si tratta, quindi della giusta ricompensa, ma anche l’attenzione, il rispetto della sua dignità e la possibilità di far valere le proprie capacità nell’insieme dell’azienda.

Il leader giusto deve agire senza fare preferenze di persona. È cieco davanti agli incantamenti con cui i singoli cercano di influenzare le sue decisioni, deve attenersi ai fatti.

Se però il leader si limitasse ad una giustizia che considera i fatti e non la persona questa giustizia sarebbe incompleta.

Quando il diritto diventa più importante dell’uomo allora l’uomo soccombe sotto il peso del diritto.

La giustizia, pertanto, deve essere unita all’interesse verso la persona. Il leader, quindi, ha il compito di coniugare i fatti alle caratteristiche della persona. Deve trovare l’equilibrio che gli permette di realizzare la giustizia senza penalizzare le persone.

Deve avere lo stesso comportamento con tutti? Assolutamente no. Deve esercitare stili di leadership diversi, ma non potrà prescindere dalla giustizia se vuole che il team funzioni e duri nel tempo.

Prossimamente di parlerò ancora di questi temi.

Buon lavoro!

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