Nei giorni scorsi ho letto un articolo molto interessante su come combattere lo stress nei team di lavoro. Voglio parlarvene perché secondo me è molto utile, soprattutto in questo periodo.

Viene proposta una tecnica di “triage emotivo” per aiutare i manager a identificare i primi segnali di allarme del burnout dei collaboratori.

Pochi manager hanno una formazione specifica in questo campo, il che significa che la loro capacità di intervenire direttamente nei casi più gravi è limitata. Ciò di cui i manager hanno bisogno prima di tutto è un insieme di strumenti per aiutare a identificare quando un dipendente è seriamente in difficoltà.

Identificare questi problemi non è facile: soprattutto durante le prime fasi del burnout, le persone sono riluttanti ad essere emotivamente aperte con il loro manager per paura di essere giudicate un “dipendente stressato”.

Per questo motivo, affrontare il problema di petto potrebbe non essere efficace. Meglio quindi provare un sistema in tre fasi.

1. Check-in con il team

Il check-in è una pratica intenzionale da svolgere prima che la squadra inizi una riunione. Quando il team è consapevole delle potenziali distrazioni personali, è più facile concentrarsi sull’attività principale o sul progetto stesso. Questo check-in aumenta l’autocoscienza e la coesione tra le persone man mano che i membri del team si fidano reciprocamente.

Esiste un approccio pragmatico per il check-in emotivo che può funzionare anche nello spazio virtuale. Si può chiedere ai membri del team di autovalutarsi su una scala da 1 a 10 (ad es. tramite un sondaggio Zoom) in risposta a domande come:

Qual è il tuo livello di energia?

Qual è il tuo livello di stress nell’attuale ambiente di lavoro?

L’aggiunta di una o due domande esplorative può fornire ulteriori approfondimenti sul benessere emotivo della squadra. Ad esempio:

Quali sono le tre sfide che ritieni siano le più importanti da affrontare al momento per te e il tuo team?

2. Approfondimento individuale

Non tutti sono disposti a svelarsi completamente all’inizio, per cui sarà utile esplorare ulteriormente i primi segni di stress con colloqui individuali. Sempre meglio evitare di chiedere direttamente “Sei stressato?” in quanto ciò potrebbe innescare un rifiuto o un comportamento difensivo. Un modo migliore per iniziare è essere aperti su come lo stress vi sta colpendo come leader, stabilendo fin dall’inizio che l’argomento non è tabù. Ciò mostra vulnerabilità e innesca reciprocità negli altri.

Provate a porre domande aperte, tipo:

Come gestisci il tuo carico di lavoro attuale e il lavoro virtuale?

Quali consideri le principali sfide della situazione attuale?

Queste domande generali possono iniziare una breve discussione in cui è possibile esplorare potenziali fattori di stress.

Queste conversazioni virtuali sono gestite molto meglio se attivate entrambi audio e video. In questo modo, potete osservare il linguaggio del corpo del dipendente.

Il colloquio può vertere intorno a questi cinque argomenti:

  • Aspetto: Come fai a mantenere alta la tua energia? Come vanno i tuoi schemi di sonno? Come mantieni la tua forma fisica e mentale?
  • Prestazioni: Come gestisci l’attuale carico di lavoro? Come gestisci le pressioni lavorative?
  • Crescita: Che cosa ti dà scopo e significato al momento? Quali sono gli obiettivi di sviluppo per te e il tuo team?
  • Controllo delle emozioni: Come affronti la frustrazione? Ti arrabbi facilmente quando discuti di problemi di lavoro o argomenti personali?
  • Relazioni: Come vivi le tue relazioni chiave sul lavoro? Chiedi e accetti aiuto dagli altri?

Queste domande possono essere inserite qua e là anche all’interno dei normali colloqui individuali.

 

3. Compassione e riconoscimento dei limiti

Nell’ultima fase del triage emotivo, dovete considerare le azioni appropriate.

Alcuni membri del team dispongono già di un solido meccanismo di coping, ossia sono già in grado di far fronte allo stress in modo efficace senza il vostro intervento. Fate attenzione a non favorirli rispetto agli altri che stanno passando un momento più difficile. Invece, coinvolgeteli come possibile fonte di aiuto per i loro colleghi stressati, attraverso il coaching o l’aiuto in compiti che potrebbero aggiungere stress.

 

E voi che tecniche utilizzate per affrontare lo stress e aiutare i vostri collaboratori ad uscire da un momento di burnout?

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