Il leader non esiste se non ha dei collaboratori: senza di essi non ci sarebbe bisogno del leader! D’altronde, è un dato di fatto che in qualunque organizzazione ci sono più collaboratori che leader.

L’efficacia del ruolo di leader dipende in gran parte dal tipo di relazione che si instaura con i follower. È importante, quindi che il leader investa tempo ed energia per crearla e svilupparla.

I collaboratori hanno un sacco di aspettative nei confronti del proprio capo, che possiamo sintetizzare in quattro categorie principali:

  • entusiasmo
  • valorizzazione
  • apprezzamento
  • appartenenza

L’entusiasmo è necessario perché i follower si aspettando che il leader dimostri impegno, energia e sia per loro di ispirazione. Si aspettano poi di essere valorizzati, non solo in termini di carriera (che magari non dipende esclusivamente dal capo): le persone con cui lavorate hanno bisogno di sentire che il loro lavoro conta davvero e di dare un contributo alla causa generale.

Si aspettano poi di essere apprezzate e pretendono che il loro leader manifesti un interesse personale ed un’autentica attenzione nei loro confronti. Mi ricordo ancora di un mio vecchio Area Manager che, nonostante avesse più di trecento collaboratori di ogni ordine e grado, si ricordava i nomi di tutti, compreso l’ultimo inserito. E vi assicuro che non era un leader affabile, ma era molto carismatico e questa attenzione gliel’ho sempre riconosciuta ed è sempre stata un esempio per me.

Infine il senso di appartenenza riguarda il fatto che i collaboratori devono sentirsi parte della squadra: non un semplice ingranaggio, ma un componente essenziale per il funzionamento della macchina aziendale.

Le idee sulla leadership sono molto cambiate negli ultimi anni, se seguite questo blog da un po’ ve ne sarete resi conto: non è più tempo per il capo solitario. Oggi se vuoi essere un buon leader devi riconoscere che tutti i follower devono avere con te un rapporto positivo. Questo tipo di relazione produce da parte loro spesso un impegno maggiore e il raggiungimento degli obiettivi. Oggi un buon leader deve essere avvicinabile e disponibile, avere sempre la porta aperta, come si suol dire.

Ecco alcuni consigli per instaurare con i collaboratori una relazione positiva:

  • fissare incontri periodici per un confronto individuale (non solo sui numeri, ma anche sui valori e le motivazioni profonde al lavoro)
  • uscire dal proprio ufficio e girare tra i reparti
  • ricordare chi sono e che cosa fanno
  • comunicare le informazioni rilevanti a tutti gli interessati
  • festeggiare con loro i successi
  • riconoscere quando bisogna essere severi e non aver paura di esserlo.

Sicuramente ci sono un sacco di altre buone pratiche che si potrebbero aggiungere alla lista. Se ti va, condividile qui sotto con un commento: potrebbero essere lo spunto per un prossimo articolo!

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