Credo che il leader sia lo “strumento” principale per facilitare la crescita, lo sviluppo e la salute di un’organizzazione e delle persone che ci lavorano. Per questo, è fondamentale che il leader sviluppi prima di tutto le proprie competenze, altrimenti è impossibile che riesca a far crescere gli altri.

E dev’essere un processo continuo, perché anche chi ha raggiunto un buon livello di competenze manageriali e di leadership può in seguito perdere i propri punti di forza indeboliti da fattori come stress, fatica, fretta, ma anche semplicemente consuetudine al ruolo.

Quindi possiamo dire che anche il leader più consolidato, che di fatto è un allenatore, un coach per i propri follower, ha bisogno a sua volta di un coach che lo aiuti a rimanere focalizzato, ad individuare le aree di sviluppo che difficilmente riuscirebbe ad individuare da solo. Se è vero, infatti, che la cultura del feedback diffuso dovrebbe aiutare anche il leader, è altrettanto vero che è spesso difficile che un collaboratore dia un feedback negativo al proprio capo. Anche per questo abbiamo in altri articoli parlato di feedback negativo come feedback di “riorientamento” per cercare di togliergli un po’ di quell’aura di negatività.

Probabilmente il detto “il leader è solo” deriva anche da questo: dalla constatazione che il capo è solo a valutare le proprie aree di sviluppo e a riflettere per consolidare nella propria mente gli insegnamenti derivanti dalle proprie esperienze. E non parlo solo delle esperienze di insuccesso, ma anche di quelle di successo, perché spesso in questo secondo caso passiamo oltre senza pensare a che cosa abbiamo fatto bene e che cosa avremmo potuto fare ancora meglio.

Un coach può aiutare il leader a prendersi cura di sé e a proseguire sulla strada dello sviluppo in ogni fase della carriera. L’arte della leadership è quella di essere in costante crescita, evoluzione e apertura a consapevolezze sempre nuove, in modo da poter rimanere un esempio positivo per i propri collaboratori.

Nel processo di coaching è fondamentale l’alleanza che si crea tra coach e coachee, un’alleanza che si sostanzia in un supporto reale nei momenti difficili e in un patto che prevede sempre feedback sinceri finalizzati alla crescita.

E tu hai un coach? Se vuoi provare una sessione di coaching puoi prendere appuntamento direttamente tramite questo sito. A presto!

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