Avete mai sentito parlare della teoria di Betari? Ve ne voglio parlare perché può servire a migliorare la consapevolezza di alcune dinamiche che si possono creare nella comunicazione tra colleghi e non solo.

Cominciamo col dire che non è chiaro da dove derivi il nome di questa teoria. Esiste una cittadina in Iran con questo nome, ma non si sa se sia collegata e in che modo con la teoria omonima.

Parliamo ora della teoria in sé.

Nella teoria di Betari, l’atteggiamento e il comportamento delle persone sono collegati in questo modo:

  • Il mio atteggiamento influenza il mio comportamento
  • Il mio comportamento influenza l’atteggiamento degli altri
  • L’atteggiamento degli altri influenza il loro comportamento
  • Il comportamento degli altri influenza il mio atteggiamento

Come si può vedere, si tratta di un ciclo, che può essere virtuoso, ma che è pericoloso quando è negativo. Si tratta inoltre di un ciclo chiuso, il che ci fa capire perché ogni tanto si creino situazioni difficili nei rapporti all’interno di un gruppo di lavoro. In questi casi, il ciclo va “spezzato” al fine di non perpetrare la negatività.

Facciamo un esempio per essere più chiari.

Abbiamo un direttore che è per natura diffidente e non crede immediatamente nelle competenze dei suoi collaboratori. Di conseguenza, adotta una leadership di controllo nei loro confronti. Segue le loro attività in modo puntiglioso, li controlla e li rimprovera in continuazione.

Il risultato è che i suoi collaboratori iniziano a ribellarsi contro di lui e a prenderne le distanze. Finiranno per non prendere più decisioni autonome per non sbagliare e non si assumeranno più responsabilità.

Questo loro comportamento confermerà a sua volta il precedente giudizio del capo, che diventerà ancora più diffidente.

Comportamento influenzante

L’atteggiamento umano si manifesta nei nostri comportamenti esterni: pensate alle espressioni facciali, all’uso della voce e dell’intonazione o all’uso di determinate parole. Ciò si verifica in particolare nelle azioni relative ad altre persone: tutto ciò che mostriamo nei nostri comportamenti influenza l’atteggiamento degli altri.

Se il ciclo negativo di Betari non viene interrotto, c’è una seria possibilità che sorgano conflitti. Pertanto, è importante riconoscere e affrontare attivamente il processo.

Evitare il conflitto

Di solito il cambiamento di queste dinamiche deve partire dal leader, che dovrebbe avere una visione più ampia dei rapporti all’interno del gruppo.

Per cambiare il comportamento degli altri, il leader deve prima di tutto guardare a se stesso: cambiando atteggiamento e quindi comportamento, influenzerà positivamente quello dei collaboratori. La risoluzione efficace dei conflitti è possibile solo se le persone sono in grado di cambiare o adattare il proprio comportamento, non lasciando spazio a pensieri o sentimenti negativi che influenzano le loro azioni.

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