Un leader inclusivo è capace di bilanciare i beni opposti, senza etichettarne uno come giusto e l’altro come sbagliato. È poi molto bravo a mantenere relazioni e attraverso quelle ottiene risultati. È attento sia i profitti sia alla soddisfazione e l’impegno dei dipendenti. Infine non pensa solo all’oggi, ma anche alla sostenibilità nel lungo periodo.

Proviamo ad individuare alcune caratteristiche dei leader inclusivi.

Prima di tutto non pretendono di avere già tutte le risposte e non hanno paura di cercarle: sono curiosi. Favoriscono il dibattito con i collaboratori, fanno domande, incoraggiano il team ad uscire dallo status quo.

In secondo luogo non temono di avere nel team persone preparate che hanno le soluzioni, anzi! Si fidano dei propri collaboratori perché si circondano di persone brillanti che sono competenti nel proprio ruolo.

In terzo luogo, i leader inclusivi chiariscono sempre le proprie aspettative nei confronti dei collaboratori: spiegano chiaramente cosa vogliono perché danno e pretendono chiarezza dai propri collaboratori.

In quarto luogo, si esercitano sempre nell’ascolto attivo. Non si limitano alle parole, ma notano anche il paraverbale e il non verbale dei propri collaboratori, cioè percepiscono anche quello che non dicono con le parole. Questo permette di espandere le prospettive, percependo così la diversità di pensiero, opinione ed esperienza.

Infine, ma soprattutto, i leader inclusivi sono davvero interessati ai loro collaboratori, non li trattano come una stampante: utile, ma inanimata! I leader inclusivi mantengono sia la logica che le emozioni nei loro strumenti di gestione. Sanno che entrambi sono necessari per il successo, la soddisfazione e l’impegno a lungo termine.

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