Penso che possiamo essere tutti d’accordo sul fatto che il business sta cambiando e, di conseguenza, sta cambiando il ruolo dei leader. Non ci si aspetta più che i leader dirigano l’azienda, a volte a tutti i costi, per ottenere risultati. Oggi, i leader devono essere in grado di combinare la competenza operativa del business con alti livelli di intelligenza emotiva. I leader devono essere empatici se vogliono creare team ad alte prestazioni che prosperano nel mondo complesso di oggi.

Non viviamo più nella rivoluzione industriale, dove l’obiettivo della leadership era massimizzare la produzione, spesso a spese del team e dell’individuo. Le vecchie strutture di comando e controllo in cui una persona sola prende tutte le decisioni non sono più sostenibili. Piuttosto, abbiamo bisogno di un approccio condiviso alla leadership, in cui tutti lavorino insieme per il successo dell’azienda, il che significa che il leader deve sapere come guidare il team in modo efficace.

Sfortunatamente, molti leader non sono ancora passati alla mentalità secondo cui è il lavoro di squadra che fa prosperare il business e anzi, molti manager non hanno neppure le competenze base per costruire team efficaci.

Quindi, in che modo il leader può migliorare il lavoro di squadra e contribuire a creare team altamente coinvolti e motivati?

Prima di tutto, il leader deve creare una cultura in cui i membri del team sentano di poter condividere in sicurezza le proprie idee senza timore di rappresaglie. Significa anche che il leader deve sfruttare le proprie capacità di intelligenza emotiva, essere disponibile e rispettare sempre i valori dei membri del team e i contributi che apportano. Se non riesce a farlo, finisce per sabotare la squadra e inavvertitamente distruggere la sicurezza psicologica che può avere un impatto negativo sul collaboratore e sul team.

Il primo passo per fornire sicurezza psicologica ai membri del team è quello di stabilire una connessione profonda con loro: un legame di fiducia. Quando le persone si sentono legate l’una all’altra, si fidano l’una dell’altra. C’è chiarezza nei rapporti e tutti si rispettano e si apprezzano a vicenda. Per ottenere questo risultato, bisogna investire tempo nella conoscenza reciproca dei collaboratori come persone.

Tuttavia, se il leader non è prima di tutto in grado di conoscere e gestire i suoi stessi aspetti emotivi, difficilmente trasferirà sicurezza psicologica ai collaboratori. È tutta questione di equilibri, poiché se da un lato chi mette gli obiettivi davanti alle relazioni rischia di spaccare il gruppo, è anche vero che chi mette le relazioni davanti agli obiettivi rischia di non sfruttare appieno il potenziale proprio e del team.

La chiave sta nell’allenare la propria intelligenza emotiva. Per fare questo, puoi affidarti a MindOn, che lavorerà per far crescere l’intelligenza emotiva in te e nel tuo team. Puoi prenotare una sessione conoscitiva direttamente attraverso questo sito, sia in presenza che on line.

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