Capire quali sono i bisogni profondi dei collaboratori può aiutare il leader a far sorgere in loro la motivazione intrinseca. Quando parliamo di bisogni, non possiamo che partire dall’analisi che ne fece Maslow negli anni Cinquanta. Maslow sosteneva che i bisogni umani si possono raggruppare in 5 livelli, dal più basico al più complesso. La motivazione scatta nel momento in cui l’individuo cerca di soddisfare i bisogni del livello immediatamente superiore a quello già raggiunto.

Alla base della sua celebre piramide troviamo i bisogni fisiologici che si collegano con le necessità più profonde dell’essere umano, come nutrirsi e riposarsi.

Una volta garantiti i bisogni più basici, l’individuo ambisce ad un livello superiore, quello di sicurezza fisica e psicologica, che al giorno d’oggi potrebbe essere rappresentata da un buon posto di lavoro che garantisca sicurezza per sé e per la propria famiglia.

Salendo ancora, troviamo il bisogno di appartenenza, che porta ad instaurare rapporti di amicizia, affetto ed amore.

Poi viene il bisogno di stima, che comprende anche la stima che ognuno ha per se stesso. Chi si trova in questa fase, cerca la realizzazione professionale che è qualcosa di superiore rispetto al semplice stipendio per sopravvivere, ma che comporta anche la voglia di mettersi alla prova e di imparare cose nuove.

Al vertice della sua piramide, infine, Maslow inserisce l’autorealizzazione, che comporta valori elevati come moralità, creatività, accettazione, problem solving o assenza di pregiudizi.

L’analisi dei bisogni di Maslow ha rappresentato una pietra miliare nello studio psicologico dei bisogni, ma ha anche alcuni limiti. Per esempio, questa impostazione è fortemente auto-centrata e tutto sempre dipendere esclusivamente dall’autodeterminazione dell’individuo senza considerare troppo l’ambiente che lo circonda. Questo aspetto, in un contesto aziendale, può rappresentare un limite molto forte.

Inoltre, Maslow sembra escludere sia che l’individuo possa passare ad un livello superiore senza passare da quelli inferiori, sia che possa essere motivato da più bisogni contemporaneamente anche se con intensità diverse.

Per questi motivi, sapere quali bisogni sono più importanti per ogni collaboratore può aiutare a trovare la motivazione, ma potrebbe non bastare…

La settimana prossima vedremo un’altra classificazione dei bisogni realizzata da un autore più recente con un background culturale molto diverso.

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