A chiunque sia team leader sarà certamente capitato almeno una volta di dover fare i conti con la tentazione di un collaboratore importante di iniziare una nuova avventura fuori dal proprio team.

A questo punto, il primo dilemma è: cercare di trattenerlo o lasciarlo andare?

Se vuoi provare a trattenerlo, la prima cosa da fare è capire a che punto è la sua valutazione di cambiare azienda: potresti anche intercettare un malumore o un desiderio di cambiamento prima ancora che la risorsa abbia iniziato a cercare alternative.

A questo punto è fondamentale creare con il collaboratore un clima di fiducia reciproca molto forte, facendo domande sulle sue preoccupazioni, sui suoi obiettivi, sui suoi “perché”. In questa fase devi prepararti anche ad ascoltare cose che potrebbero infastidirti: a nessun team leader piace sentirsi dire che il proprio team non è il migliore del mondo! Inoltre potresti scoprire con sorpresa che serpeggia nel gruppo da tempo qualche malumore e che tu non ne sapevi nulla e non te ne eri accorto. Come abbiamo visto altrove, capita ad un certo punto della propria ascesa professionale che i propri collaboratori comincino a percepirti come una figura lontana e con cui non “aprirsi”: è fisiologico e può capitare.

Una volta che sei entrato più in profondità nei pensieri del collaboratore dovrai adottare una strategia per invogliarlo a restare e motivarlo a rimanere nel tuo team. Potrebbe per esempio essere semplicemente un problema di denaro: magari il collaboratore ha preso coscienza delle proprie competenze e il trattamento salariale inizia a stargli stretto. A questo punto, se puoi farlo, la soluzione più semplice è negoziare con lui un aumento di stipendio.

Ma come abbiamo già visto, spesso non è un problema di soldi.

Magari il collaboratore non si sente più valorizzato, oppure il suo lavoro gli risulta ripetitivo e privo di stimoli di apprendimento e di crescita professionale. A questo punto dovrete ragionare in maniera creativa su nuovi progetti in cui coinvolgerlo, nuovi stimoli di apprendimento grazie alla formazione interna oppure – perché no? – suggerendogli percorsi esterni all’azienda: un corso di coaching? Un master universitario? Magari l’azienda stessa può aiutare il dipendente anche economicamente ad accrescere le proprie competenze, che poi torneranno utilissime all’interno del team.

Questo atteggiamento di co-costruzione è molto importante, perché fa sentire il dipendente supportato e quindi più legato al leader e a tutto il gruppo.

A volte, però, le scelte individuali portano comunque le persone lontano da te e dal tuo team, nonostante tutti gli sforzi per farle rimanere. Magari, semplicemente te ne sei accorto troppo tardi per fare qualcosa.

In questo caso, è meglio comunque mantenere un buon rapporto con chi lascia l’azienda. Puoi comunque ringraziare il tuo collaboratore per il buon lavoro svolto e augurargli di trovare altrove ciò che cerca. Considera che un giorno potrebbe anche tornare da te, oppure potresti collaborare con lui nella nuova azienda. In ogni caso, lui rimarrà un ambasciatore positivo per te e la tua azienda. Magari un giorno ti porterà del lavoro, oppure ti raccomanderà una persona di qualità che potrebbe arricchire il tuo team: anche chi se ne va potrebbe un giorno diventare prezioso!

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