Ognuno di noi ha delle potenzialità e delle competenze specifiche, è indubbio.

Secondo te, le tue caratteristiche più profonde sono immutabili e per quanto tu possa impegnarti a modificarle rimarranno comunque una tua orma indelebile?

O pensi piuttosto che non ci sia nulla di scritto in modo definitivo e che grazie all’allenamento costante potrai modificare il tuo modo di essere e di agire?

Non è una questione di poco conto. Si tratta di due modalità opposte di approcciare la vita e il rapporto con se stessi. Karol Dweck, psicologa americana autrice di “Mindset”, definisce il primo approccio come una forma mentis statica, mentre il secondo come una forma mentis dinamica.

Non è solo questione di definizioni: dietro questa differenza c’è un modo radicalmente diverso di affrontare la realtà che ci circonda. Per quanto infatti ognuno di noi sia nato con alcune caratteristiche preponderanti, il modo in cui interpreti le difficoltà e il modo per realizzare al meglio il tuo potenziale sono il frutto di un impegno deliberato.

Chi infatti ha una forma mentis statica

  • non vuole mettersi in gioco per non rischiare di smentire l’idea di se stesso che si è fatto da quando era piccolo
  • attribuisce i propri insuccessi alla responsabilità altrui anziché alla propria
  • si demotiva facilmente e perde rapidamente interesse per ciò che considera troppo difficile
  • si concentra solo sul risultato

Chi invece ha una forma mentis dinamica

  • si mette in gioco e cerca sempre di migliorarsi affrontando nuove sfide
  • si sa prendere responsabilità
  • si concentra sul processo di crescita e prova soddisfazione nell’accrescere le proprie competenze

Probabilmente chi ha una mente statica a scuola dava sempre la colpa dei voti al professore, mentre chi ha una forma mentis dinamica si impegnava nell’apprendimento indipendentemente dal voto finale, che ne era comunque una naturale conseguenza.

Oggi nel mondo del lavoro avere una mente dinamica permette di affrontare le sfide del cambiamento in modo costruttivo e produttivo, quindi si può obiettivamente dire che sebbene nessuno abbia prescritto che è obbligatorio avere una forma mentis dinamica, quest’ultima alla prova dei fatti si dimostra più efficace per avere successo in maniera duratura.

La cosa interessante è che la forma mentis si può allenare, e che il primo passo per farlo è rendersi conto di qual è il pensiero interiore dominante: “non cambierò mai”, oppure “con l’impegno ce la farò”?

Tutte le volte che nel tuo dialogo interiore ti dici “non cambierò mai” stai facendo prevalere la forma mentis statica: allenati a reagire ed abituati ad affrontare ogni cambiamento come una sfida. È il primo grande passo per avere un mindset di successo!

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