Ti è mai capitato di promettere premi o incentivi economici a un tuo collaboratore e non avere un effettivo aumento dell’impegno da parte sua? Si tratta di una cosa piuttosto comune: non sempre i soldi sono sufficienti a motivare le persone.

Questo fenomeno fu oggetto di studio da parte dello psicologo statunitense Frederick Herzberg, che analizzò la situazione di tutti coloro che per un motivo o per un altro non ambiscono a far evolvere il proprio stato e si accontentano.

Da una sua ricerca effettuata per individuare i motivi di soddisfazione o insoddisfazione sul lavoro, egli individua due grandi ordini di fattori. Da un lato ci sono i fattori esterni, come le condizioni di lavoro o lo stipendio, che definisce “fattori igienici”. Dall’altro ci sono quelli interni, che definiscono il contenuto del lavoro, che chiama “fattori motivazionali”. I fattori igienici non portano vera soddisfazione, al massimo meno insoddisfazione. Solo i fattori motivazionali possono portare vera soddisfazione.

Secondo Herzberg, gli individui si dividono in due grandi categorie: quelli che cercano i fattori igienici, e che quindi non proveranno mai vera soddisfazione, e quelli che cercano i fattori motivazionali e che quindi ambiscono alla crescita psicologica. Per questi individui è fondamentale avere nel lavoro una realizzazione che avvenga tramite la crescita di fattori non economici come: conoscenza, relazione tra le cose apprese, creatività, efficacia in situazioni di incertezza, crescita reale e individuale (anche extra lavorativa).

Se quindi i fattori economici non motivano il tuo collaboratore, probabilmente stai sbagliando strategia: devi permettergli di sviluppare le proprie competenze per farlo sentire realizzato e quindi più motivato!

In questo schema vediamo come agiscono i due fattori sul grado di soddisfazione delle persone secondo Herzberg:

Grado di soddisfazione
Fattori igienici -1 0
Fattori motivazionali 0 +1

 

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