Vi è mai capitato di non riuscire a motivare un collaboratore che tende sempre a rimandare la realizzazione del proprio lavoro?

Valutare con cura la natura della demotivazione è cruciale per adottare la strategia più giusta.

In questa e nelle prossime puntate vi voglio parlare di alcune “trappole” nelle quali può cadere la motivazione di chiunque.

Oggi, in particolare, vi parlerò della mancanza di corrispondenza tra i valori dell’azienda e quelli del singolo collaboratore.

Simon Sinek in “Partire dal perché” sottolinea, per esempio, quanto sia importante per ciascuno di noi capire perché facciamo ciò che facciamo: questo ci permette di connetterci in modo profondo alla nostra attività dandoci motivazione.

È quindi importante per un leader sapere che cosa dà valore al proprio collaboratore. Possiamo individuare diverse tipologie di valore che possiamo esplorare:

  1. Un valore intellettuale: quanto il compito è intellettualmente interessante per il collaboratore? Gli piace affrontarlo, conoscerlo, trovare soluzioni?
  2. Un valore legato alle sue potenzialità: quanto il compito corrisponde alle potenzialità più profonde del collaboratore? Quanto lo fa sentire realizzato?
  3. Un valore di importanza: quanto è importante il compito per il successo del team o dell’azienda?
  4. Un valore di prospettiva: quanto è importante svolgere il compito per un beneficio futuro? Stringere i denti oggi può significare avere grandi vantaggi in futuro per il collaboratore? Vantaggi in termini economici o di carriera?

Discutere con il collaboratore questi aspetti può dare un nuovo significato al colloquio individuale con lui: non si tratterà di parlare solo di obiettivi numerici, ma di dare un valore, di collegare più profondamente il collaboratore al compito assegnato.

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