Teorie transazionali

Le teorie transazionali derivano il proprio nome dal fatto di concentrarsi sulla relazione leader-follower come effetto di una continua transazione tra i due. Se le teorie viste fin ora infatti davano per scontato che i follower obbediscano al leader, analizzando invece la motivazione al compito, questo approccio cerca di analizzare perché i follower seguono il leader e come possono influenzarlo nello svolgere il proprio compito di leader.

Hollander (1958)

Edwin Hollander è il principale esponente della teoria transazionale, nella quale i follower conquistano un ruolo fondamentale nell’accordare o togliere fiducia al leader. Quest’ultimo sfrutta premi e punizioni per guidare il team ed ha alcune caratteristiche che gli permettono di ottenere il riconoscimento da parte dei follower:

  • Conformismo iniziale: il leader di successo non cambia le regole appena acquisisce il ruolo, ma inizialmente si adegua per poi cambiare in seguito. In realtà, quello che i follower giudicano è il successo dei comportamenti adottati più che la loro conformità alle regole.
  • Competenza: questo è il secondo elemento che i follower giudicano nel loro leader. La competenza nel proprio ruolo è molto più importante del conformismo o dell’anticonformismo.
  • Legittimità: questa può derivare da un’autorità esterna al gruppo (come di solito avviene nelle aziende) oppure dall’interno del gruppo stesso che elegge il proprio leader. Il leader “eletto” parte con un vantaggio di credibilità rispetto al leader “designato”, ma è più fragile se non realizza gli obiettivi per cui è stato eletto.
  • Identificazione col gruppo: il leader deve mostrare in ogni momento di agire per il bene del gruppo, identificando i propri interessi con quelli del gruppo stesso. In caso contrario, viene percepito come egoista ed individualista e quindi immeritevole di stima da parte dei follower.

Teorie trasformazionali

La leadership trasformazionale ha come obiettivo quello di trasformare le organizzazioni rendendole ambienti positivi nei quali lavorare. In ultima analisi questo modello vuole trasformare ogni follower in un potenziale leader.

Burns (1978) e Bass (1985)

Lo storico James MacGregor Burns è stato il primo ad introdurre il concetto leadership trasformazionale nella sua ricerca sui leader politici. Secondo Burns, la leadership trasformazionale è un processo in cui “leader e follower collaborano per avanzare verso un livello più alto di morale e motivazione”. Secondo Burns, l’approccio traformazionale rispetto a quello transazionale, crea cambiamenti duraturi nella vita delle persone e delle organizzazioni: non si basa su una relazione “dare e avere”, ma sulla personalità, sui tratti e sulla capacità del leader di apportare un cambiamento attraverso l’esempio, la definizione di una visione più ampia e obiettivi ambiziosi. I leader trasformazionali sono spesso idealizzati nel senso che sono un esempio morale di impegno a vantaggio della squadra, dell’organizzazione o della comunità. I leader transazionali di solito non cercano di ottenere il cambiamento culturale nell’organizzazione, ma lavorano nella cultura esistente, mentre i leader trasformazionali possono provare a cambiare la cultura organizzativa.

Un altro ricercatore, Bernard Bass, estese il lavoro di Burns spiegando i meccanismi psicologici che sono alla base della leadership trasformativa e transazionale. Secondo Bass, la misura in cui un leader è trasformativo, viene misurata prima di tutto in base alla sua influenza sui follower. I follower di tale leader provano fiducia, ammirazione, lealtà e rispetto per il leader e sono disposti a lavorare più duramente di quanto inizialmente previsto. Questi risultati si verificano perché il leader trasformazionale offre ai follower qualcosa di più del semplice lavoro per il proprio guadagno: forniscono ai follower una missione e una visione ispiratrici e danno loro un’identità. Il leader trasforma e motiva i follower attraverso la sua influenza idealizzata (in precedenza indicata come carisma), la stimolazione intellettuale e la considerazione individuale. Inoltre, questo leader incoraggia i follower a escogitare nuovi e unici modi per sfidare lo status quo e alterare l’ambiente per sostenere il successo (superando il conformismo transazionale).

Ma quali sono le caratteristiche che deve avere un buon leader trasformazionale?

  • Considerazione individualizzata: è il grado in cui il leader assiste ai bisogni di ciascun follower, agendo come un mentore o un coach e ascoltandone le preoccupazioni e le esigenze. I follower, a loro volta, tendono all’autosviluppo e hanno una motivazione intrinseca per i propri compiti.
  • Stimolazione intellettuale: è il grado in cui il leader si assume i rischi e sollecita le idee dei follower sviluppando la creatività. I follower fanno domande, riflettono profondamente sulle cose e escogitano modi migliori per eseguire i propri compiti.
  • Motivazione ispiratrice: è il grado in cui il leader articola una visione attraente e stimolante per i follower. I leader con motivazioni ispiratrici sfidano i follower con standard elevati, comunicano ottimismo sugli obiettivi futuri e danno un significato al compito da svolgere. I follower sono disposti a dedicare maggiori sforzi nei propri compiti, sono incoraggiati e ottimisti riguardo al futuro e credono nelle proprie capacità.
  • Influenza idealizzatrice: grazie a questa caratteristica, il leader rappresenta per i follower un modello di comportamento etico elevato, infonde orgoglio, si guadagna rispetto e fiducia.

Conclusioni

Come abbiamo visto, le teorie sulla leadership sono molte e tutte hanno qualcosa di utile a seconda della situazione in cui vengono applicate. In realtà ci sono tanti leader quante le situazioni, e probabilmente ci sono anche tanti modi diversi di essere leader nella stessa situazione!

Una cosa è certa: essere più consapevole delle dinamiche che riguardano l’essere leader e l’essere follower può renderti un leader migliore. È un po’ come avere una cassetta degli attrezzi più ampia dalla quale attingere in caso di bisogno.

In conclusione, avrai notato quanto complesso è questo tema: per questo, lavorarci con un coach può essere utilissimo.

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