L’esperienza di tutti i giorni ci dimostra che è più facile ripetere sempre gli stessi comportamenti piuttosto che sperimentarne di nuovi. È la naturale tendenza a rimanere nella propria zona di comfort. Considera però, che sul lavoro questo può essere deleterio per portare una squadra al successo e per la tua stessa carriera. Dopo tutto è vero che fino ad oggi hai dimostrato di essere bravo nel tuo ruolo, e infatti te lo sei conquistato con i risultati ottenuti, ma non è detto che questo stesso comportamento ti farà crescere e farà crescere il tuo team in futuro!

Ecco alcuni limiti che vedo nella gestione dei team quando si passa ai livelli superiori della carriera. Spero ti possano aiutare a migliorarti come leader.

Mancanza di una visione strategica

Questo è un limite che vedo in chi ha appena acquisito un ruolo di responsabilità manageriale in azienda. La tendenza a rimanere ancora invischiato nei problemi quotidiani, quelli che affrontava prima di diventare un “capo”. Il vero leader conosce questi problemi perché li ha affrontati in passato, ma ne fa tesoro per avere una visione di lungo termine, una visione strategica. Quella che nel coaching umanistico chiamiamo “lungimiranza”.

Dietro a questa tendenza a rimanere nella quotidianità c’è ancora una volta la paura di esplorare territori nuovi rimanendo in quelli conosciuti e già esplorati.

Sei un problem solver per i tuoi follower

Come leader, è tuo compito identificare ciò che appare vincente e farlo accadere. Se un membro del team ha un problema e chiede a te come risolverlo, resisti all’impulso di rispondere con la soluzione. Sfrutta in questo caso una tecnica del coaching che è quella di ribaltargli la domanda: “e tu come faresti?”. Evita di fare il problem solver dei tuoi collaboratori, o finiranno per dipendere da te e non li farai mai crescere. Ricorda: dalla loro crescita dipendono la tua carriera e la qualità del tuo lavoro!

Questo fa parte del grande tema della delega: non puoi fare tutto tu personalmente, altrimenti che leader saresti! Ricordati però di pianificare con i collaboratori degli incontri periodici in cui monitorare il loro lavoro e dare loro feedback accurati.

Non riesci a dire no

Questo è un altro problema che trovo spesso in chi ha acquisito da poco un ruolo di leader: pensi ancora che sia più rapido fare le cose che farle fare. Anche questo è un limite da risolvere, devi imparare a delegare.

Considera le decisioni che hai preso negli ultimi 7 giorni e conta quante di quelle decisioni avrebbero potuto essere prese da un tuo sottoposto. Quindi, chiediti perché le hai prese. Se la risposta è perché è stato più facile o più veloce, allora è il momento di crescere come leader.

Non fai domande

Considera che una vecchia regola che ho sempre insegnato è “chi fa le domande comanda”. Questo vale nella vendita, ma vale anche nella leadership, e la domanda chiave è “perché?”. Se non ti chiedi perché non scoprirai mai cosa potrebbe essere di diverso!

Non fare e non farsi le domande giuste significa condannarsi a fare sempre le stesse cose perché non le si mette mai in discussione per paura di cambiare. Non dare per scontato che un processo sia corretto solo perché è un’abitudine. Se la performance del tuo team non migliora, forse dipende anche dal fatto che come leader non sei abituato a fare domande.

 

Sfrutta questi spunti per migliorarti e non esitare a contattarmi per accrescere la tua leadership.

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